Territorio

Inquadramento Paesaggistico

L’azienda Agricola ARTE srl si trova in Puglia immersa nello splendido territorio del Tavoliere delle Puglie. In particolare è situata tra i comuni di Cerignola, Trinitapoli, Margherita di Savoia e Manfredonia. E’ circondata da mare, montagna e distese di campagne, e costeggia luoghi di forte interesse storico ambientale e culturale come l’Oasi di Salpi e le saline di Margherita di Savoia. Zona da sempre devota all’agricoltura ed in particolare alla coltura del grano duro con le sue immense distese dorate. Si vocifera che è proprio su queste campagne che nasce il grano duro Senatore Cappelli nel 1915. Che il territorio dove sorge l’azienda sia sempre sempre stato devoto alle colture cerealicole, leguminose e oleaginose, lo testimonia il ritrovamento di almeno 600 fosse estese su un’area di 26000 mq a Cerignola (FG) che conserva l’ultimo esempio in Capitanata di un’antica modalità di conservazione del grano, lo straordinario ‘’Piano delle fosse granarie’’. 

Da qui il desiderio dell’azienda ARTE di ritrovare e riscoprire le colture del posto legate alla tradizione e allo stesso tempo buone sane e sostenibili: grano duro Senatore Cappelli, farro, orzo, lenticchie, fave , ceci, fagioli, lino, canapa, girasole. 

Ambiente Naturale

Arte è inoltre circondata da bellezze ambientali e naturali da salvaguardare. la fauna è spiccatamente ornitica, anche se non è da trascurare la presenza ittica, memoria di quando alcune vasche erano adibite all’allevamento del pesce e la presenza di pipistrelli, attirati nell’area dall’abbondante presenza di insetti. Altri mammiferi che frequentano la salina sono la Volpe e la Donnola, quest'ultima osservata proprio presso le strutture dell’Osservatorio naturalistico. La potenzialità faunistica delle saline è dovuta in gran parte alla presenza di una serie di vasche a crescente salinità e differente profondità che consentono di soddisfare le esigenze di differenti specie. Le saline costituiscono uno straordinario habitat soprattutto per la sosta e lo svernamento dei limicoli trai i quali il Piovanello pancianera che a volte supera i 10.000 individui, il Gambecchio, l’Avocetta, il Chiurlo e anche il rarissimo Chiulottello, la specie in assoluto più a rischio di estinzione dell'intero Paleartico. Tra gli anatidi è di rilievo la presenza di un curioso uccello dal becco rosso, la rara Volpoca ed il Fischione. A questi uccelli si aggiungono Spatole, Gru, Aironi bianchi maggiori, e di piccoli gruppi di Oche. Tra i nidificanti in fine il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta, il Fratino, il Fraticello, la Sterna zampenere, la Pernice di mare, il Gabbiano roseo, il Gabbiano corallino oltre all’ormai famoso Fenicottero rosa che ormai costantemente al di sopra del migliaio di individui ha costituito proprio nella salina una delle più importanti popolazioni europee di questa specie

Storia e Cultura

L’area umida delle Saline di Trinitapoli-Margherita di Savoia è un paesaggio culturale pluristratificato di straordinaria rilevanza per la biodiversità che accoglie, per le testimonianze materiali e immateriali delle forme d’uso del territorio che, dal Neolitico ad oggi, l’uomo ha attuato. 

Si pensi alle numerose attestazioni di abitati e villaggi frequentati tra il Neolitico Antico e l’Età del Bronzo, alle strutture della villa romana di III-II secolo a.C. in località San Vito (a pochi km ad ovest di Trinitapoli), o ancora ai resti della domus solatiorum edificata da Federico II in una località oggi nota con il toponimo parlante di “Il Castello”.

Tra le evidenze più significative del patrimonio culturale locale vi è il sito archeologico di Salapia, città fondata alla fine del I secolo a.C. sulle sponde dell’antica laguna di Salpi, area di fatto coincidente con gli attuali bacini delle saline. L’insediamento, noto dalle fonti di età romana e medievale, fu abbandonato alla fine del XV secolo e, da allora, fu oggetto di progressive obliterazioni sino a scomparire del tutto, sepolto al di sotto dell’attuale piano di campagna e sopravvivendo solo nella memoria locale. 

Il sito di Salapia è dal 2013 oggetto di indagini intensive condotte dall’Università di Foggia in collaborazione con McGill University – Montreal (CA) nell’ambito del “Salapia Exploration Project”. Le ricerche stanno consentendo di ricostruire la fisionomia e l’articolazione della città, della viabilità principale, dei suoi edifici. Salapia si estendeva su una superficie complessiva compresa tra i 12 e i 16 ettari, era cinta da poderose mura e disponeva di strade ortogonali e isolati di forma quadrata. 

Gli scavi sinora effettuati hanno permesso di mettere in luce le strutture di una domus di I secolo d.C. che, nel corso della piena età imperiale (II-III secolo d.C.), conobbe significativi interventi di ampliamento e monumentalizzazione, dotandosi di ampi vani quadrangolari, pavimentati a mosaico, articolati intorno ad uno spazio verosimilmente scoperto. 

Annesso alla domus vi era un impianto artigianale specializzato nel trattamento delle pelli: una conceria dotata di vasche destinate alle diverse fasi di lavorazione del cuoio e di canali di scolo delle acque di scarto

L’abbandono del sito si produsse entro la prima metà del VI secolo, con poderosi livelli di obliterazione su cui si impiantarono strutture abitative in materiale deperibile. Una consistente attività di spoglio delle strutture murarie della domus e della conceria si registrò nel corso del Medioevo, quando la città antica divenne di fatto una cava a cielo aperto per l’abitato trasferitosi in corrispondenza del vicino Monte di Salpi.

Responsabili delle ricerche: dott. Roberto Goffredo (Unifg); dott. Giovanni De Venuto  (Unifg); dott.ssa Darian Totten (McGill University).


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Il Pastificio

Il pastificio ARTE è invece ubicato a Candela nel territorio dei monti Dauni. Dalle sorgenti del Sub Appennino Dauno sgorga acqua di fonte ingrediente che contribuisce con il grano a rendere buona e sana la nostra pasta. 

Il Subappennino Dauno è delimitatato a Nord dalla valle del Fortore, a est dal Tavoliere delle Puglie, a ovest dallo spartiacque appenninico e a sud dall'alta valle dall'Ofanto. Dalla catena, formata da terreni argillosi, scendono a pettine una serie di brevi corsi d'acqua, che attraversano poi il Tavoliere delle Puglie terminano nel mare Adriatico. Deriva il suo nome dall'antica popolazione dei Dauni. Il territorio è costituito da una catena montuosa ben distinta, isolata dall'Appennino dall'alta Valle del Fortore, che si estende a corona della piana del Tavoliere fino al corso del fiume Ofanto. Il paesaggio è quello caratteristico delle aree appenniniche a morfologia prevalentemente collinare, caratterizzato da una serie di rilievi arrotondati e ondulati, allineati in direzione nord/ovest – sud/est, degradanti verso la piana e incisi da un sistema di corsi d'acqua che confluisce verso il Tavoliere (Triolo, il Salsola, il Celano, il Cervaro e il Carapelle). Si tratta di un luogo molto interessante dal punto di vista naturalistico, che crea un tutt’uno con l’Appennino Sannita e, ancora, che segna una sorta di confine naturale tra le regioni di Campania, Molise e Puglia, rientrando dal punto di vista geografico nella tradizionale area della Capitanata, e si caratterizza in maniera importante per la presenza di argilla nel sottosuolo e anche da diversi fiumi immissari dell’Adriatico.