
Farina bio di Segale 500g
Molita a pietra
Farina di Segale autoprodotta, ricavata dai nostri chicchi di segale biologica, per offrivi una sorprendente esperienza sensoriale
3,90 € Iva incl.
Disponibile
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Domande frequenti
Le risposte alle domande più frequenti su Farina bio di Segale 500g
Che cos'è la Farina di Segale biologica arteagricola?
La Farina di Segale biologica arteagricola è una farina autoprodotta, ricavata da chicchi di segale bio e macinata lentamente nel nostro mulino a pietra. Confezione da 500 grammi, formato pensato come dose da prova per chi vuole avvicinarsi a un cereale rustico, dal carattere deciso, ancora poco conosciuto in Italia rispetto al Nord Europa.
La segale è un cereale antico, coltivato da millenni nelle zone fredde d'Europa, base storica del pane scandinavo, tedesco e dell'arco alpino. È più digeribile di alcuni grani moderni e si presta particolarmente alle lievitazioni lunghe con lievito madre. La nostra farina conserva una nota floreale persistente che la distingue da una banale farina scura.
Da dove arriva la segale di questa farina?
La segale arriva dai nostri terreni e da quelli dei nostri partner di filiera, tutti certificati biologici. I chicchi vengono selezionati, conservati in silos dedicati, poi molati lentamente nel nostro mulino a pietra. Filiera corta, tracciabile lotto per lotto.
La segale è un cereale che predilige climi freschi e terreni poveri, dove altre colture faticherebbero. È rustica, resistente, richiede pochi input e si presta naturalmente all'agricoltura biologica. Il chicco ha un colore grigio-verde, una forma allungata, un profumo che ricorda l'erba tagliata e i fiori di campo. Macinato a pietra restituisce una farina dal colore tortora, dal profumo intenso, viva al tatto.
A cosa serve la farina di segale?
La farina di segale serve principalmente per il pane di segale tipico del Nord Europa (Vollkornbrot tedesco, Rugbrød danese, pane nero scandinavo), per pani misti con grano tenero, per cracker e biscotti rustici. Si presta a lievitazioni lunghe con lievito madre, che la valorizzano e ne migliorano la digeribilità.
Puoi usarla pura per pani molto compatti e aromatici, o miscelarla con farina di grano tenero (rapporto 30/70 o 50/50) per ottenere impasti più morbidi e alveolati. Funziona bene anche in piccola percentuale (10-20%) come correttore aromatico in pani di grano, dove dona profondità e una nota floreale persistente. Per chi inizia, consigliamo di partire con una miscela 30% segale e 70% grano tenero forte.
Perché è macinata al mulino a pietra?
La maciniamo nel nostro mulino a pietra perché la macinazione lenta a bassa temperatura preserva crusca, germe e oli essenziali del chicco. Per la segale è particolarmente importante: gli aromi floreali e la complessità del cereale rustico si conservano solo se il chicco non viene surriscaldato durante la molitura.
I mulini a cilindri industriali lavorano a velocità elevate e separano le frazioni del chicco, restituendo farine standardizzate ma più piatte sul piano aromatico. La pietra invece schiaccia il chicco in un unico passaggio a bassa temperatura, mantiene il profilo nutrizionale e organolettico originale, restituisce una farina che racconta il cereale. È un metodo lento e coerente con un cereale come la segale, che dà il meglio quando viene rispettato.
Quali sono le caratteristiche organolettiche della farina di segale?
La nostra farina di segale ha un colore tortora-grigio chiaro, un profumo intenso e originale, e note floreali persistenti che ricordano l'erba di campo e i fiori selvatici. Al gusto è gustosa, decisa, leggermente amarognola in modo gradevole, con una persistenza aromatica che la rende riconoscibile in qualsiasi impasto.
La consistenza al tatto è fine ma viva, con una leggera ruvidità data dalle frazioni di crusca preservate dalla macinazione a pietra. In cottura sprigiona un profumo caratteristico, diverso dal grano: più erbaceo, più rustico, più antico. Negli impasti idrata diversamente dal frumento, assorbe meno acqua e produce maglie glutiniche più deboli: per questo è spesso miscelata con farine forti per bilanciare struttura e aroma.
La farina di segale è adatta a chi è sensibile al glutine?
No. La segale contiene glutine, in quantità inferiore rispetto al frumento ma comunque presente in forma significativa. Non è adatta a celiaci né a chi soffre di sensibilità al glutine non celiaca diagnosticata, e non può essere utilizzata in diete senza glutine.
La segale appartiene alle Triticeae come il grano e l'orzo, e contiene secalina, una prolammina analoga alla gliadina del frumento, considerata tossica per i celiaci. Chi cerca alternative senza glutine deve orientarsi su cereali come riso, mais, grano saraceno (che è uno pseudocereale), quinoa o teff. Per chi non ha intolleranze, la segale resta una scelta interessante perché molti la trovano più digeribile del frumento grazie alla sua composizione e al fatto che si presta bene alle lunghe fermentazioni con lievito madre, che pre-degradano parte delle proteine.
La farina di segale è biologica certificata? Da chi?
Sì, la Farina di Segale arteagricola è certificata biologica secondo lo standard europeo, codice operatore italiano IT-BIO-007, con verifica annuale da parte di organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole. Il certificato è collegato al numero di lotto stampato sulla confezione.
La certificazione bio europea garantisce assenza di fertilizzanti di sintesi, diserbanti chimici, OGM e trattamenti post-raccolta. La segale è naturalmente predisposta alla coltivazione biologica per la sua rusticità e per la bassa richiesta di input chimici. La filiera bio dalla semente al pacco è documentata, separata da lavorazioni convenzionali, ispezionabile.
Come verifico la tracciabilità del lotto?
Sulla confezione trovi il numero di lotto stampato in chiaro. Inseriscilo sul nostro sito alla pagina del Diario del Campo collegata al prodotto, oppure scansiona il QR code presente sull'etichetta: vedrai il campo di origine, la data di mietitura, la data di molitura e il percorso completo dal seme al pacco.
Il sistema è interno, costruito sul nostro plugin di gestione lotti, e collega ogni confezione a una pagina dedicata che racconta la filiera. Non è un obbligo di legge spinto fino a questo livello di dettaglio: è una scelta editoriale, un modo per restituire al consumatore il diritto di sapere da dove arriva ciò che mangia.
La tracciabilità è per legge. La trasparenza è per scelta.









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