
Mezzi Ziti
"il sapore di una volta"
Lasciati avvolgere dal sapore tipico e caratteristico della vera pasta italiana. Scopri, con noi, il gusto della tradizione innovata.
Pasta di semola di grano duro biologico Senatore Cappelli autoprodotto sui nostri campi, trafilatura al bronzo e lentissima essiccazione sotto i 32° C.
4,60 € Iva incl.
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Domande frequenti
Le risposte alle domande più frequenti su Mezzi Ziti
Come si cuociono i Mezzi Ziti?
I Mezzi Ziti sono un formato lungo che tradizionalmente si spezza a mano prima di buttarlo in pentola: la rottura irregolare è parte della tradizione napoletana. Cuoci 10-12 minuti dalla ripresa del bollore in abbondante acqua salata, contando dal momento in cui ricomincia a bollire dopo aver calato la pasta.
Se preferisci la pasta intera per servirla "scucchiaiata" con il ragù, calcola 12-14 minuti per il formato lungo. La proporzione resta 1 litro d'acqua e 10 grammi di sale ogni 100 grammi di pasta. Mescola subito dopo aver calato la pasta per evitare che si attacchi al fondo della pentola.
I Mezzi Ziti si possono cuocere con la cottura passiva?
Sì, anche per i formati lunghi spezzati la cottura passiva funziona molto bene. Spezza i Mezzi Ziti a mano, porta l'acqua a bollore, calali, attendi 2 minuti, poi spegni il fuoco e copri con il coperchio. Lascia in cottura passiva per 8-10 minuti, fino al tempo totale di 10-12 minuti.
La sostenibilità della pasta nasce non solo dalla materia prima ma anche dal metodo di cottura: -50% energia consumata, -80% emissioni di CO₂ (validato dal fisico Premio Nobel Giorgio Parisi). Per i Mezzi Ziti al ragù napoletano, beneficio aggiuntivo: il calore graduale consente alla pasta di assorbire lentamente i sapori del sugo durante la mantecatura finale.
Perché i Mezzi Ziti si spezzano a mano?
È tradizione della cucina napoletana spezzare gli Ziti (e i Mezzi Ziti) a mano prima della cottura: il taglio irregolare crea pezzi di lunghezza diversa che meglio si scucchiano con il ragù. Il piatto simbolo è la Pasta alla Genovese e i Mezzi Ziti al ragù napoletano.
La rottura manuale evita il taglio netto industriale e conferisce al piatto un carattere artigianale: ogni pezzo ha una lunghezza leggermente diversa, e questo crea differenze di consistenza nella stessa forchettata, valorizzando la masticazione del Cappelli. Tradizione tramandata dalle nonne napoletane: nessuno spezza i Mezzi Ziti con il coltello, sempre con le mani.
Con quale sugo si servono tipicamente i Mezzi Ziti?
Il piatto storico è il Mezzi Ziti al ragù napoletano cotto a lungo, con carne (manzo, maiale, salsiccia) sfilacciata nel sugo dopo 4-6 ore di cottura lenta. Anche la Pasta alla Genovese con cipolle stufate e carne è un classico napoletano.
Si abbinano bene a sughi strutturati e a lunga cottura: la forma cava del formato cattura il condimento all'interno e all'esterno, e la lunghezza spezzata trattiene il sugo lungo tutta la superficie. Per la mantecatura finale, scolare 1 minuto prima del tempo e terminare nel sugo aggiungendo un mestolo di acqua di cottura per legare l'amido al ragù.
Come si conservano i Mezzi Ziti dopo l'apertura?
Conservali in un contenitore ermetico, in luogo asciutto e lontano dalla luce diretta. Il formato lungo richiede un contenitore alto o una busta chiusa con clip: evita di romperli accidentalmente. La pasta arteagricola si conserva a lungo se al riparo da umidità e fonti di calore.
Il contenitore di vetro è preferibile (non rilascia odori), ma anche plastica alimentare BPA-free funziona. Se preferisci spezzarli prima di conservarli per risparmiare spazio, ricorda che il sapore non cambia: la tradizione napoletana di spezzarli a mano avviene appena prima della cottura proprio per ottenere la rottura irregolare caratteristica.
Da quale grano sono prodotti i Mezzi Ziti?
I Mezzi Ziti sono prodotti con semola di grano duro Senatore Cappelli biologico, coltivato sui nostri terreni in Capitanata. Varietà antica del 1915 sviluppata da Nazareno Strampelli, considerata grano antico per la storia genetica precedente agli incroci industriali del Novecento.
La trafilatura al bronzo conferisce alla superficie esterna la ruvidità che trattiene il ragù; l'essiccazione lenta a bassa temperatura per 36-48 ore (contro le 4-8 ore degli impianti industriali, a 110°C contro i nostri 40-50°C) preserva il sapore del grano duro antico. Filiera completamente interna in Capitanata: campo, molino, pastificio sono tutti aziendali.
Che valori di furosina hanno i Mezzi Ziti arteagricola?
Il valore di furosina dei Mezzi Ziti è 23,4 mg/100g di proteine, il valore di riferimento di tutta la linea pasta classica arteagricola. Da contestualizzare con due dati: la raccomandazione scientifica del settore è di 140 mg, mentre la media della pasta italiana oscilla tra 200 e 600 mg. Il nostro valore è oltre 9 volte inferiore alla media di mercato.
La furosina misura il danno termico subito dal grano durante l'essiccazione: il valore arteagricola è la diretta conseguenza dell'essiccazione lenta a bassa temperatura per 36-48 ore. Dati coerenti con gli studi della Prof.ssa Marilia Tantillo dell'Università di Bari, pubblicati sulla rivista Nutrients. Certificato per ogni lotto nel Diario del Campo via QR.
Cosa significa che arteagricola è un'unica azienda dal grano al pacco?
Significa che dietro ogni confezione di Mezzi Ziti c'è una sola azienda (arteagricola) che gestisce direttamente l'intera filiera: coltivazione del Senatore Cappelli sui propri terreni in Capitanata, macinazione nel proprio molino aziendale, pastificazione nel proprio pastificio interno. Ogni passaggio è interno, e nessun anello viene esternalizzato a fornitori terzi.
La conseguenza pratica per chi acquista è la trasparenza completa: scansionando il QR code sulla confezione accedi al Diario del Campo del lotto specifico, dove trovi origine (terreno e ettaro), varietà del grano (Senatore Cappelli), anno di raccolto, analisi nutrizionali (proteine, fibre, furosina 23,4 mg/100g), analisi dei contaminanti (micotossine, pesticidi, metalli pesanti), certificato biologico UE, tempi di lavorazione.
La tracciabilità del lotto è per legge. La trasparenza pubblica di questi dati è per scelta.





























Giovanni Luca Ferreri (proprietario verificato) –
Un formato eccezionale, prodotto da pochissimi pastifici.
Nel caso di Arte Agricola è ancora più buono vista la qualità della materia prima!
Lo consiglio con un “ragù a base di lenticchie” o tradizionale per che ama ancora la carne.
Arteagricola –
Grazie per aver condiviso la tua opinione. La qualità della materia prima è alla base di ogni formato e ci impegniamo per garantire un prodotto buono, ma soprattutto sano. Ottimi anche gli abbinamenti suggeriti. Senza dubbio da provare 🙂