
La Pastina al Farro
"Perfetta struttura, fantastico sapore"
L’unione di farro e Senatore Cappelli ci ha permesso di donarvi una pasta a cui non si può dire di no, non ci si può non affezionare a questo capolavoro.
Pasta di semola di grano duro biologico Senatore Cappelli e farina biologica di Farro autoprodotti sui nostri campi, trafilatura al bronzo e lentissima essiccazione sotto i 32° C.
4,95 € Iva incl.
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Domande frequenti
Le risposte alle domande più frequenti su La Pastina al Farro
Che cos'è La Pastina al Farro arteagricola?
La Pastina al Farro è un formato piccolo da brodo, prodotta con farro biologico Spelta coltivato sui campi del Tavoliere. Dimensione minuta pensata per minestre, brodi vegetali e zuppe di legumi, trafilatura al bronzo ed essiccazione lenta sotto i 32°C per 36-48 ore. Cereale antico più ricco di fibre e proteine del grano comune.
La pastina è il formato della cucina domestica per i piatti caldi confortanti: brodi di gallina, minestrine in brodo vegetale, passati di legumi. La versione al farro aggiunge un profilo nutrizionale più sostanzioso e un sapore nocciolato delicato che ben si sposa con brodi vegetali e minestre rustiche. Filiera arteagricola Bioagricert, rotazione colturale con Senatore Cappelli.
Cosa rende il Farro diverso dal grano duro Cappelli?
Il farro è un cereale antico (Triticum dicoccum o spelta) coltivato millenni prima del grano duro, con più fibre e proteine del grano comune. Il Senatore Cappelli è grano duro storico, varietà selezionata nel 1915. Entrambi cereali antichi ma di generazioni botaniche diverse.
Il farro ha sapore intenso e nocciolato, profilo proteico meno modificato dalla selezione agronomica industriale. Il Cappelli regala il classico gusto della pasta italiana, dolce e morbido. Sui campi arteagricola i due cereali si alternano in rotazione triennale con leguminose: il farro spezza i cicli delle malattie del grano duro e arricchisce il suolo. Stesso terreno, stessa azienda, stessa lavorazione, diverse identità nutrizionali e sensoriali.
Il farro contiene glutine? È adatto ai celiaci?
Sì, il farro contiene glutine e NON è adatto ai celiaci. La gliadina presente nel farro è tossica per la celiachia esattamente come la gliadina del grano duro. Pur con struttura proteica leggermente diversa, la reazione autoimmune della patologia scatta nel medesimo modo.
Il farro può essere percepito come più tollerabile da chi ha sensibilità non celiaca al glutine, grazie a un profilo proteico meno selezionato dall'agronomia industriale. Resta una valutazione soggettiva, non una proprietà certificabile del cereale. Per chi ha diagnosi accertata di celiachia (biopsia o sierologia), il farro è da evitare come qualsiasi altro frumento. Per esigenze gluten-free certificate: mais, riso, grano saraceno, pastine specifiche.
A quali ricette si abbinano meglio La Pastina al Farro?
La Pastina al Farro si abbinano a brodi vegetali, brodi di pollo, minestre di legumi, passati di verdure, zuppe leggere stagionali. Il formato piccolo cuoce direttamente nel brodo, assorbendone sapore. Dose 60-70 grammi a persona per minestra in brodo, 80 grammi per piatto asciutto.
Funzionano benissimo in brodo di gallina della tradizione, minestrina con verdure invernali (sedano, carota, prezzemolo), passato di lenticchie, zuppa di ceci e rosmarino, minestrone primaverile. Adatto anche per neonati e bambini piccoli dallo svezzamento avanzato (dopo introduzione cereali con glutine, sempre con parere pediatrico). Pasta delicata, conforto domestico, profilo nutrizionale superiore della pastina di grano duro classica.
Quanto tempo di cottura per La Pastina al Farro?
La Pastina al Farro cuoce in 4-5 minuti in brodo bollente o acqua salata. Il formato piccolo cuoce rapidamente, attenzione a non superare il tempo per evitare disfacimento. Per cottura in brodo aggiungere la pasta cruda quando il brodo è già caldo e mescolare.
Dose orientativa: 60-70 grammi a persona per minestrina in brodo, 80 grammi per pastina asciutta. Sale: regolare solo a fine cottura perché il brodo concentrandosi tende a salare di più. Il farro rilascia amido in cottura: nel brodo questo serve a dare corpo e legare i sapori, è una caratteristica positiva. Mantecare con un filo d'olio extravergine o una grattata di parmigiano stagionato a fine cottura.
Perché trafilatura al bronzo ed essiccazione lenta anche per il Farro?
La trafilatura al bronzo lascia una superficie porosa che lega bene con i brodi, l'essiccazione lenta sotto i 32°C per 36-48 ore preserva proteine, amido resistente e profilo aromatico del farro. Anche per la pastina applichiamo lo stesso protocollo del Senatore Cappelli.
L'essiccazione industriale sopra 80°C accelera la produzione ma denatura le proteine, riduce l'amido resistente e appiattisce il sapore. Sul farro è particolarmente sprecato: il valore di un cereale antico sta nella struttura conservata. Per la pastina la qualità dell'essiccazione si traduce in tenuta migliore nel brodo, mantenendo il formato distinto senza scuocere. Le 36-48 ore di essiccazione lenta non sono uno slogan ma un tempo biologico necessario.
Il Farro arteagricola è biologico certificato? Da chi?
Sì, il farro arteagricola è certificato biologico da Bioagricert, organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole. La certificazione copre seme, coltivazione, raccolta, molitura, pastificazione, confezionamento. Filiera intera tracciata e auditabile.
Bioagricert verifica annualmente la conformità al Regolamento UE 2018/848: niente concimi di sintesi, niente diserbanti chimici, rotazione colturale obbligatoria, sementi non OGM, separazione tra produzione convenzionale e biologica. Sui campi della Capitanata il farro è in rotazione triennale con Senatore Cappelli e leguminose da sovescio, sistema che mantiene fertilità senza input chimici. Codice operatore arteagricola consultabile sul portale pubblico Bioagricert.
Come verifico la tracciabilità del lotto de La Pastina al Farro?
Ogni confezione de La Pastina al Farro riporta sul fondo un codice lotto a 7 cifre e un QR code che rimanda alla pagina del lotto sul nostro sito. Scansionandolo accedi al Diario del Campo del lotto specifico: data semina, data raccolta, campo, data molitura, data pastificazione, data confezionamento.
Il Diario del Campo è la nostra forma di trasparenza filiera: non un certificato istituzionale ma il racconto puntuale di chi ha fatto cosa e quando, ogni singolo lotto rendicontato. Puoi anche digitare manualmente il codice lotto nella ricerca del sito. Le pagine restano consultabili anche dopo l'esaurimento del prodotto, archivio storico aperto e permanente.
La tracciabilità è per legge. La trasparenza è per scelta.
























